11 luglio 2017
Il voto alle amministrazione e la situazione locale. Documento del Direttivo del Circolo PD Ardenza La Rosa del 29 giugno 2017

Riportiamo di seguito il Documento del Direttivo del Circolo PD Ardenza La Rosa approvato il 29 giugno 2017.

IL PD E LE AMMINISTRATIVE 2017.

Il passaggio delle amministrative è stato una battuta d’arresto sia politica che elettorale. Nel contesto Toscano non vanno sottovalutate le sconfitte di Carrara e Pistoia, le quali, sommate ad altre importanti realtà, come Livorno, Grosseto e Arezzo, solo per fare alcuni esempi, disegnano il quadro di una Regione storicamente “rossa”, ormai elettoralmente “contendibile”. Un passaggio rilevante, in gran parte dovuto a processi di lunga durata che vedono l’erosione della struttura sociale, della “subcultura locale”, della tradizione politica e del tessuto associativo ad essa legato,  che hanno fondato per tanti anni l’egemonia del PCI e dei suoi eredi. Nel caso di Carrara possiamo aggiungere le difficoltà che da molti anni sta attraversando l’economia della Toscana costiera: il  ritardo nei fondamentali dello sviluppo e dell’occupazione; la coesione sociale messa a dura prova da una pesante congiuntura economica; il “gap” infrastrutturale e la carenza di prospettive di ripresa. Per queste ragioni ci interessa il passaggio delle amministrative: per l’analisi in prospettiva della situazione Livornese. Se la Toscana è diventata una Regione contendibile da tutti gli attori politici in gioco, vuol dire che le partite da affrontare sui territori saranno sempre più difficili.E di fronte a partite difficili c’è una sola via d’uscita: mettere in campo “squadre” di qualità. Per il PD livornese la possibilità di riconquistare la città passa dalla formazione di una classe dirigente di alto profilo; da un progetto di governo del territorio aperto e condiviso con le forze politicamente e culturalmente vicine; e dalla capacità di far vivere questo progetto nella concretezza e nella quotidianità del tessuto cittadino.

 

LA SFIDA PER LIVORNO: RICONQUISTARE LA CITTA’.

La sconfitta alle amministrative del 2014 è considerataun passaggio storico.  La riconquista di Livorno da parte del PD avrebbe senza dubbio lo stesso valore. Il PD, la comunità di uomini e donne che lo compone, dovrebbe mettere in campo la forza di una sana ambizione collettiva per misurarsi con un passaggio di tali dimensioni. Non si tratta soltanto di individuare un candidato Sindaco e di scrivere un programma, ma di guidare un processo molto più profondo. Si tratta di ricreare una connessione con la città; di saperne interpretare i cambiamenti e le inquietudini; di riconquistare la fiducia come forza capace di indicare la direzione di sviluppo da seguire; di costruire percorsi di elaborazione culturale e programmatica, discussi e democraticamente condivisi.  Si tratta in sostanza di riacquisire il ruolo e lo “status” riconosciutodi classe dirigente.

 

IL FALLIMENTO DEI 5 STELLE.

Dopo tre anni di amministrazione della città il movimento cinque stelle si trova di fronte al suo palese fallimentocome forza di  governo. Non è riuscito a produrre quel cambiamento che aveva promesso e che in molti si attendevano. I singoli atti realizzati sul fronte della viabilità, dell’urbanistica, del risanamento delle Aziende Pubbliche o delle politiche sociali, hanno addirittura peggiorato l’esistente. Anchela dinamica dei numeri in Consiglio Comunale  da conto di un insuccesso politico.  Ad inizio legislatura la giuntaNogarin aveva numeri che gli garantivano una maggioranza solida, e rapporti di forza difficilmente scalfibili dalle opposizioni. Per di più, le prospettive sembravano evolversi con l’aggregazione  di quei gruppi orientati a chiudere in maniera definitiva con il passato e ad annientare il PD, ritenuto principale responsabile della crisi della città. A tre anni di distanza, e grazie al lavoro sul merito delle questioni e sulla tessitura dei rapporti politici compiuto dal gruppo consiliare del PD, non solo la maggioranza non si è allargata ed il PD non è annullato, ma è il movimento 5 stelle a trovarsi isolato, avendo addiritturasubito la scissione di tre dei suoi consiglieri comunali.

 

COSTRUIRE UN’ALTERNATIVA PER LIVORNO.

Il punto cruciale è che i 5 stelle non hanno saputo rispondere all’esigenza più urgente e sentita della città, che è la “fame di futuro”. Non sono in grado di rispondere alla domanda di futuro perché non sono attrezzati politicamente e culturalmente. La loro narrazione della città, tutta orientata a fomentare la paura e la disperazione, è ripiegata sul passato, sulle perenni accuse al PD, sui “complotti e le manipolazioni fiorentine”,senza aver prodotto risultati o soluzioni percorribiliin prospettiva. Manca una visionedella città, del suo ruolo nel contesto regionale e nazionale, delle potenziali traiettorie di sviluppo da percorrere. Il che, dopo tre anni di governo, appare una lacuna imperdonabile.Con l’aggravante che l’antipolitica, la violenza verbale, gli atti di distorsione della realtà, cascano in una città inerte, nella quale la sensibilità democratica e la concezione della legalità appaiono anestetizzate,  e dove apatia, rancore e paura per una situazione sociale critica, sembrano giustificare ogni atto politico, anche il più triviale e violento e dove cominciano ad allignare sentimenti razzisti che sono il brodo di coltura di movimenti e forze politicheche fanno della demagogia razziale la loro arma vincente.Purtroppo il fallimento 5 dei stelle si inserisce in vuoto cherischia di  investire tutti i soggetti organizzati, in un contesto di destrutturazione dell’identità cittadina che ha tolto punti di riferimentopolitici ed  ideali, e in un quadro di frammentazione di partiti e movimenti che fa apparire la scena livornese simile aduna poltiglia informe. In tale contesto appare in preoccupante ascesa il consenso alla Lega Nord, forte della propaganda sui temi storici come la sicurezza e l’immigrazione che, seppur declinati in toni razzisti e populisti, trovano un favore crescente in parti della città afflitte da un profondo senso di abbandono e degrado e nel declino di una sensibilità sociale culturalmente aperta e progressista.

IL PD E IL RUOLO DI UN GRANDE PARTITO.

In questa condizione il PD, che nonostante tutto rimane la forza principale del quadro cittadino, non può stare a guardare. Serve un deciso cambio di passorispetto ai tre anni passati dalla sconfitta del 2014. Perché se è vero che la parabola dei 5 stelle è in fase discendente, è altrettanto chiaro che nessun soggetto politico sia riuscito a costituirsi come una credibile alternativa.A questo scopo sarà determinante l’elaborazione di un progetto per il futuro di Livorno, la sua qualità, la condivisione con il tessuto cittadino, l’ambizione di poter ridare fiducia alla città nel tornare protagonista del proprio destino.

Un progetto di governo basato su  una concreta visione di sviluppo della città, e che dovrebbe porsi i seguenti obiettivi strategici: 1)mobilitare le energie e le competenze presenti nel mondo livornese;2)chiamare a confronto le parti  interessate a realizzare un’alleanza di governo alternativa alla destra e ai 5 stelle;3)riconnettere la trama di una cultura politica sulla quale formare  gruppi e classi dirigenti della città;4)riattivare una dinamica politica virtuosa, riportando al centro del dibattito cittadino contenuti, cultura, competenze;5)superare la narrazione del rancore e della disperazione in favore di una visione positiva del futuro.

 

RICOSTRUIRE UN CENTROSINISTRA APERTO E FORTEMENTE INNOVATIVO A PARTIRE DAI CONTENUTI.

Il tema delle alleanze è questione centrale per la costruzione di un’alternativa al governo 5 stelle, per almeno treragioni. La prima attiene ad una aspirazione ideale: chiediamo al PD di attivarsi per la costruzione di un’alleanza di governo della città con tutte le forze che condividono un comune fondo di valori di centrosinistra: da una rinnovata cultura ambientale, alla costruzione di un modello di sviluppo nel quale affrontare i nodi della disoccupazione, della coesione sociale, sicurezza ed uguaglianza. La seconda riguarda la visione strategica del futuro di Livorno e fa riferimentoad un terreno fertile sul quale fondare un sistema di alleanze, a partire dalle significative convergenze realizzate nel Consiglio Comunale su temi di grande importanza per il territorio: il PRG del Porto; l’Aamps; la variante Esselunga e altro ancora. La terza attiene alla natura stessa del PD, partito a vocazione maggioritaria con una forte capacità apertura ed inclusione. In questo caso non si tratta di contrapporre la propensione maggioritaria con il richiamo alle alleanze, ma di perseguire detta vocazione come scelta strategica in un tempo non immediato.

Un nuovo assetto di alleanze deve fondarsi sulla costruzione di un progetto di governoper la città, elaborato, approfondito e condiviso, che rimetta al centro una discussione collettiva sull’attopiù importante  per il governo del territorio: il piano strutturale, lo strumento con cui si disegna l’identità della città che vogliamo, nel quale si sciolgono i nodi della qualità della vita, della socialità cittadina, della sostenibilità ambientale. E’ il mezzo che permette di governare gli interessi particolari e le contraddizioni economiche. È dentro la cornice del piano strutturale che dovranno trovare soluzioni condivise i nodi strategici per lo sviluppo cittadino:1)Logistica e portualità;2)Grandi infrastrutture;3)Piano della costa;4)Mobilità cittadina;5)Industria 4.0;6)Sviluppo turistico;7)Nuovo Ospedale;8)Ambiente e gestione dei rifiuti; 9) Sviluppo dell’Area Vasta Costiera.

 

Per riassumere quindi, partire dai contenuti e dai soggetti che saranno la base di un’alleanza di Centrosinistra per il governo della città e alla fine del percorso mettere in campo strumenti di selezione delle candidature come le primarie aperte a tutti gli elettori.Un percorso di elaborazione che deve essere aperto in primo luogo al contributo di tutte le sensibilità del Partito e non solo di un ristretto gruppo di maggioranza, perché se il PD non riesce a mobilitare unitariamente tutte le risorse presenti al suo interno, difficilmente potrà riuscire ad attivare le energie esterne presenti nella società livornese. Il compito è impegnativo e il tempo purtroppo non abbonda. E finora ne abbiamo perso anche troppo. Parlare del futuro della città vuol dire prima di tutto lasciarsi alle spalle una dialettica interna ancora impostata sulla competizione congressuale e sulle mozioni. Vuol dire superare la superficialità di una politica concepita come marketing e centrata su uno “storytelling” accattivante e l’autopromozione nei social network. Vuol dire abbandonare dinamiche dei rapporti interni e meccanismi di funzionamento autoreferenziali,che sono stati esiziali nel passato e vengono riprodotti oggi in un contesto di maggiore debolezza strutturale, culturale ed organizzativa del Partito. La scelta non è più rinviabile, le amministrative del 2019 sono un obiettivo troppo importante per il PD e il Centrosinistra, perciò chiediamo agli organismi dirigenti del Partito l’immediata attivazione di una discussione sulle prospettive, i percorsi e i contenuti che ci dovranno aiutare a cogliere la portata di una sfida eccezionale.

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