30 novembre 2016
“A Livorno sulla Cultura stiamo ancora aspettando un piano di sviluppo serio e concreto”. Nota di Filippo Cannioto

Il Sindaco Nogarin ci informa che con il suo mandato l’investimento nella cultura è più che raddoppiato. Non ci sarebbe che da complimentarsi salvo il fatto che non si riesca a capire dove siano stati impegnati questi nuovi investimenti. Ovvero in base a quale piano di sviluppo culturale della città.
Eppure un piano ci deve essere, dato che :
-si è sentito il bisogno di cambiare l’assetto dell’assessorato, assegnando al nuovo nominato, i cui meriti passati non abbiamo avuto il piacere di apprezzare, le deleghe della cultura e del turismo;

-si è sentito anche il bisogno di inserire nuovi qualificatissimi consulenti nella Fondazione Goldoni senza, a dire del Sindaco, che i costi ne risentano. Come ciò accada è un mistero tutto grillino.
Impegni onerosi dunque, di cui ancora, i cittadini, ignorano la strategia che li determina.

Dei piani PIUS, per esempio, che aspettano di partire, ovvero il Complesso di Piazza del Luogo Pio dello Scoglio della Regina e della Dogna d’Acqua, per i quali la Regione Toscana, dato l’enorme ritardo accumulato, potrebbe revocarci i finanziamenti assegnati, non vi è traccia e se vi è molto vaga. Ci piacerebbe sapere, per esempio, come mai l’Università di Pisa abbia deciso di ritirarsi dal progetto della Dogana d’acqua.

Il post rassicurante su Facebook non ci dice niente di nuovo. Mancano idee, manca il rapporto con la città, manca un legame con il territorio. Tutto sembra accadere a nostra insaputa ( di cittadini), salvo, forse, qualche fortunato cittadino adepto e devoto cinque stelle. Si parla di festival importanti su cui investire, quali Effetto Venezia, ma si omette di dire come sia stato di fatto dimezzato nella durata e nella qualità complessiva. Manca un dialogo con le forze e le energie culturali della città.
Della Casa della Cultura poi non si parla più da anni anche se questa struttura è ormai pronta, ma evidentemente mancano idee anche su quella.
L’unica iniziativa degna di nota e di un certo spessore, il Festival del Ridicolo, non è farina del sacco di Nogarin e quindi anche questo caso la sua inerzia è stata epocale.

Il Sindaco poi chiama a raccolta cittadini e forze imprenditoriali. Benissimo ma come, dove, con che modalità. Anche in questo caso il vuoto pneumatico.

La sensazione è che non ci si muova per non non sbagliare. Non fare per non sbagliare e purtroppo in questo caso Raggi docet.
Le operazioni che funzionano meglio sono quelle adunate per salvare i monumenti, come le Terme del Corallo, senza però avere l’accortezza di raccontarci che cosa poi se ne voglia fare dopo. Ma intanto non si è sbagliato.
Aspettiamo quindi che il Sindaco ci metta la firma, magari non falsa, su un piano di sviluppo culturale della città e ci dia delle risposte. Il tempo sta per scadere o peggio è già scaduto.

Filippo Cannioto, Resp. Cultura Unione Comunale PD Livorno

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