3 Novembre 2016
Taglio al servizio Case Famiglia. L’amministrazione Comunale di Livorno mostri buon senso e torni a dialogare con gli operatori del settore

Al secondo punto del programma del Sindaco Nogarin si leggeva:
“Verificare ed analizzare la possibilità[…] di incrementare le risorse complessivamente destinate alle politiche del welfare. L’obiettivo è quello di creare un sistema di protezione sociale attiva che, abbandonato il concetto di “assistenza sociale”, venga ora traguardato a quello di “dignità sociale”.
Non si vede come queste affermazioni di principio, teoricamente orientate ad una moderna visione del welfare, si sposino con le scelte dell’attuale amministrazione; è cronaca di questi giorni il drastico taglio al servizio “case famiglia” che oltre tutto, rischia di provocare un significativo esubero di unità lavorative.
Un provvedimento, volto solo a garantire un presunto risparmio per le casse comunali, che incide negativamente sulla qualità del servizio e del sistema di protezione e accoglienza di bambini e ragazzi. Per l’ennesima volta l’amministrazione, escludendo gli operatori dal confronto e senza tener conto dei bisogni educativi, si dimostra totalmente incapace di dare risposte adeguate alla necessità già riconosciute ed alle difficoltà emergenti dalle peggiorate condizioni di vita nella nostra città. L’obiettivo primario degli operatori impiegati nei servizi sociali, nelle case famiglia, nei centri diurni e in altre strutture analoghe è quello di garantire al minore la possibilità di crescere in un ambiente che possa garantirgli un idoneo sviluppo, anche nel caso in cui i genitori non siano in grado di prestargli tutte le cure e le attenzioni di cui necessiterebbe. Le case famiglia ospitando la madre insieme al figlio svolgono il delicato compito di garantire la dovuta cura al minore evitando al contempo che si arrivi alla traumatica necessità di separarlo dai suoi stessi genitori. In queste strutture si tenta faticosamente di rimettere al centro le persone ed loro bisogni ridando agli ospiti il calore familiare di cui necessitano. Secondo gli stessi Servizi Sociali Territoriali i minori con situazioni di disagio familiare seguiti nel periodo 2008-2013 sono stati più di quattromila e purtroppo negli ultimi anni il numero non è certo diminuito; non si riesce a comprendere dunque come si possano operare in questo settore scelte che sarebbero giustificate soltanto se le condizioni di disagio fossero miracolosamente sparite dal nostro territorio. E’ davvero impensabile che si scelga di rimpinguare le casse comunali operando tagli ed economie proprio andando a colpire coloro che più necessitano della presenza dell’intervento pubblico.
Siamo convinti, al contrario, che nel settore del sociale e particolarmente in strutture come le Case Famiglia si dovrebbe investire convintamente, perché garantire oggi la giusta tutela ad un minore è l’unica scelta efficace per costruire domani un adulto libero dal bisogno e dal disagio.
L’amministrazione mostri buonsenso tornando a dialogare con coloro che lavorano in questo settore invece che chiudersi ogni giorno di più nella propria autoreferenzialità. C’è bisogno di un deciso cambio di rotta perché se la “dignità sociale” richiamata nel programma del Sindaco purtroppo non è mai divenuta niente di più che uno slogan, le “sforbiciate” al bilancio in tema di sociale sono una realtà che non può essere smentita.

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