12 febbraio 2016
Servizi bibliotecari, documentali, museali, espositivi e culturali a Livorno: “La Giunta spieghi il perchè della revoca della gara”.

 

La revoca della gara sui servizi bibliotecari documentali museali espositivi e culturali di Livorno relativa al triennio 2016-2018 sulla base della decisione n. 23 della Giunta Comunale è di oggi e ci obbliga a alcune riflessioni.

“La giunta ha ritenuto di dover revocare la gara in oggetto – si legge nella nota – al fine di consentire di rimodulare l’elenco delle strutture incluse nella procedura in corso, con particolare riferimento alla Casa della Cultura. Si provvederà a ripubblicare la gara previa riformulazione degli atti relativi”

Della revoca non ne conosciamo i motivi . Sarebbe invece estremamente opportuno saperli e discuterne in modo trasparente e pubblico. Si tratta di un passaggio essenziale per la cultura livornese e per la sua economia. Vale la pena però sottolineare come anche in questa occasione, i cinque stelle non stiano brillando per trasparenza e chiarezza, confermando una ormai spiccata tendenza alla gestione della cosa pubblica opaca se non oscura. Questa città ha bisogno di chiarezza e di fatti, finora solo opacità e chiacchiere.  Salta agli occhi un altro importante capitolo: La Casa della Cultura che non sarà più inclusa nel bando. E che idee ha l’amministrazione  sulla struttura e il suo futuro? In una recente conferenza stampa i 5 stelle avevano annunciato che si sarebbe trattato di aprire e chiudere il Cisternino, invece dentro al capitolato del bando si parlava di

– Organizzazione di attività culturali, musicali, teatrali, espositive, compreso il supporto ai relativi allestimenti;

– Predisposizione di percorsi ed attività didattiche e servizi educativi e di animazione;

Ricordiamo che alla fine di un percorso partecipativo che aveva visto coinvolti tanti cittadini e associazioni era emersa tra i progetti la realizzazione di un Urban Center, ma tra le competenze di chi avrebbe dovuto gestirlo, non c’era niente che riguardasse la città, né come pianificazione, né come smart city.

Sull’orario di apertura si diceva ne vecchio bando “indicativamente 4 ore al giorno, in orario da definire, da martedì a domenica”.

Dunque  esternalizzando completamente la gestione della Casa della Cultura – cosi come si prevedeva nel bando – non se ne riconosceva neppure un ruolo strategico nella progettazione culturale o giovanile cittadina. Senza dimenticare che la struttura è stata ristrutturata con fondi pubblici.

 

Segreteria Comunale PD Livorno

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