15 maggio 2012
Semplicemente scuola!

La scuola ha rappresentato e può continuare a rappresentare una risposta concreta ai conflitti sempre più evidenti di una società fortemente complicata ed iniqua. E’ attraverso una formazione continua e permanente che l’individuo acquista quelle competenze e quei saperi necessari allo sviluppo del singolo e della collettività.
Uno dei compiti della scuola è quello di stimolare la crescita, lo sviluppo della persona in tutte le sue dimensioni, perché poi possa contribuire anche allo sviluppo dell’intera collettività.
Fin dalla scuola dell’infanzia la centralità del bambino è posta come conditio sine qua non, e tutto l’impianto pedagogico ruota intorno a questo asse. Sia le Indicazioni Nazionali fornite dal MIUR che il Piano di Offerta Formativa che ciascuna Istituzione Scolastica redige tendono a ciò, si progettano e poi si realizzano interventi mirati affinché tale centralità sia garantita.
La presenza di agenzie educative di diversa natura presenti sul territorio rappresentano una pluralità di opportunità educative e una varietà di stimoli. Non dobbiamo però pensare che le diversità organizzative delle scuole dell’infanzia comunali e statali che concorrono ad un sistema integrato di istruzione, debbano essere messe in contrapposizione.
Le finalità formative, l’impianto pedagogico- didattico con cui si progettano i percorsi educativi e quindi il Piano di Offerta Formativa, sono comuni, la scuola dell’infanzia persegue gli stessi obiettivi nell’ unico interesse : la centralità del bambino.
E’ su questa centralità che da anni, sia le scuole comunali che quelle statali, si sono organizzate e strutturate nel rispetto delle loro autonomie. Nonostante i tagli ministeriali, nonostante il limite imposto nel triennio 2011-15 ai Comuni che limita prima al 20% , poi al 50%, infine al 100% le nuove assunzioni, le scuole, o meglio, la scuola cerca di rispettare la sua funzione sociale, il suo ruolo con dignità e nel farlo si integra con il territorio. Da tempo nelle scuole si condividono progetti e percorsi didattici nell’ottica di una continuità che ha anticipato la realizzazione degli Istituti Comprensivi prima e dei Centri d’Infanzia poi e che costituiscono le fondamenta di un curricolo verticale oggi necessario se vogliamo davvero contrastare la piaga dell’abbandono e auspicare ad una più incisiva mobilità sociale.
Forse in tempi di rigore e di mancato sviluppo appare un’utopia parlare di investimento, ma a scuola ci possiamo ancora permettere il lusso di immaginare, perché sappiamo che il pensiero divergente e la creatività rappresentano enormi potenziali nella capacità di gestire situazioni problematiche e complesse come quelle odierne, e quindi auspichiamo un cambio di tendenza .Nel frattempo ci rivolgiamo fiduciosi a chi usufruisce del servizio scolastico perché comprenda che nella scuola i pregiudizi e i luoghi comuni servono solo ad alimentare atteggiamenti di preconcetta chiusura.
I genitori hanno tutto il diritto di avanzare dubbi e perplessità sulla statalizzazione di alcune scuole dell’infanzia ma è corretto informare gli stessi che gli orari, l’organizzazione scolastica non sono permanenti, ma flessibili e che corrispondono anche alle esigenze dell’utenza; che la continuità non può più essere garantita perché è stato notevolmente ridotta la possibilità del turn over; che l’ambiente e soprattutto il benessere dei bambini è anche garantito dal clima di professionalità, di rispetto, di collaborazione e di fiducia in cui gli insegnanti si trovano ad operare.
Crediamo quindi che ci debba essere una maggiore attenzione a quest’ ordine di scuola per garantire quella professionalità che troppo spesso viene messa in discussione.
Aumentiamo i corsi di formazione comuni ed i momenti di collaborazione per instaurare una rete di supporto professionale. Aboliamo le liste di iscrizioni separate. Le liste dovrebbero essere unificate e contenere criteri comuni in modo da garantire un’analisi più oggettiva dei bisogni volgendo all’eliminazione delle liste di attesa ed impegnando la Regione a mantenere la scelta, fatta fino ad oggi nonostante i tagli e le economie richieste dal MIUR, di investire nell’ istruzione.
Le attività proposte dalle scuole dell’infanzia sono comuni perché strutturate in base alle esigenze pedagogiche dell’utenza e sono programmate in percorsi strutturati simili che rappresentano un servizio educativo di alta qualità. Quello che vogliamo è una scuola ben integrata con il territorio, che può contare sul sostegno e la collaborazione dell’ambiente perché ad essa è affidato il compito di educare, istruire e formare le nuove generazioni, il nostro futuro”.

Sonia Filippi
Responsabile Scuola
Unione Comunale PD Livorno

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