27 marzo 2012
La scuola e le sue enormi potenzialità

87.400 cattedre e altre 4.000 inmeno nei futuri  due anni per la contrazione oraria, 44.500 unità di personale Ata il cui trend è destinato a diminuire,   classi con 29/32 alunni per aula nel disimpegno della normativa sulla sicurezza, restringimento delle risorse per il funzionamento e soprattutto isolamento.

Un impianto pedagogico e didattico stravolto nelle finalità per una diminuzione oraria che comprime l’assetto organizzativo  e di fatto restringe notevolmente le ipotesi di  capacità di intervento. La cancellazione delle buone esperienze dei moduli che erano la risposta concreta alle nuove esigenze pedagogiche, moduli  che avevano qualificato il sistema anche attraverso corsi di formazione qualificanti  .

La cancellazione delle attività laboratoriali nella scuola secondaria di secondo ordine ed il sovrannumero di alunni per classe che rende l’insegnamento più nozionistico e  privo della naturale attività  esperienziale che sono la base di molte conoscenze logico- scientifiche.

Un tempo scuola ristretto , diminuito dalla logica dei tagli non rispondente alle reali esigenze  di un’utenza   sempre più bisognosa di percorsi individualizzati e diversificazioni metodologiche .

Una mobilità sociale che è praticamente inesistente dove le differenze di origine continuano a valere e ad essere prioritarie contrariamente a quanto viene sancito anche dalla nostra Costituzione.

Questo è solo una parte di ciò che ha prodotto la Riforma Gelmini, una scuola di tagli che vorrebbe  relegare l’educazione, l’istruzione e la formazione degli alunni a puro esercizio di nozionismo e di conformismo. Vorrebbe perché è grazie all’entusiasmo e alla professionalità di molti insegnanti ed operatori scolastici  che ancora si intravedono possibilità di cambio di rotta nella gestione del sistema .

 La scuola non è un’azienda di profitto economico e come tale non può essere trattata. La scuola produce e deve produrre prima di tutto  sviluppo psico- fisico della persona, motivazione all’apprendimento, stimolo di capacitò critiche, acquisizione di competenze, capacità di cogliere gli indirizzi  del possibile cambiamento per un  rilancio di quel benessere collettivo e sociale che sembra ormai perduto.

La formazione dell’individuo in tutta la sua complessità e potenzialità  deve ritornare ad essere un bene da implementare con obiettivi mirati e finalizzati a cogliere, nell’educazione,  il valore aggiunto della società.

 La scuola e le sue enormi potenzialità  necessitano di risorse per rispondere adeguatamente ai nuovi bisogni, alle esigenze emergenti  di una società   sempre più complessa dove la crisi economico-finanziaria  ha evidenziato  e messo in risalto  emergenze sociali drammatiche come la povertà, i  disagi e i conflitti  sociali, la mancanza di  reali possibilità di inclusione e la necessità di una nuova politica ambientale volta alla salvaguardia ed al rispetto dell’ambiente. Sono emergenze di proporzioni gigantesche  che non possono ancora essere disattese, sono problematiche di difficile gestione e risoluzione ma che necessitano di risposte, di una governace trasparente, coerente con le proprie scelte, in contro tendenza .

 La scuola è una comunità, è una  palestra di vita dove gli apprendimenti si inseriscono in un contesto fatto di relazioni  che favoriscono lo sviluppo di quei valori indispensabili a ritrovare fiducia e ottimismo  nella capacità umana di progettare e realizzare   un  modello di società nuovo.

La scuola è un’enorme  risorsa che può, se supportata da un progetto politico chiaro , impegnare volontà,  dinamismo e professionalità al servizio della collettività per ripristinare condizioni di  crescita e di sviluppo. La scuola deve uscire da quell’isolamento  forzato in cui è stata relegata da troppo tempo  recuperando l’idea che la sua funzione  è quella enunciata in modo ineccepibile  dalla nostra Costituzione e non può essere disattesa.

Sonia Filippi, responsabile Scuola unione Comunale PD Livorno

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